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Istituto di Psicologia Gallarate


Inquinamento elettromagnetico

inquinamento elettromagneticoL’inquinamento elettromagnetico è legato alla generazione di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici artificiali, cioè non attribuibili a eventi naturali, quale ad esempio può essere il campo elettrico generato da un fulmine, ma prodotti dall’uomo.

I campi elettromagnetici si suddividono in due categorie: quelli a bassa frequenza e quelli ad alta frequenza. Gli impianti a bassa frequenza sono rappresentati dagli elettrodotti e dagli elettrodomestici, mentre quelli ad alta frequenza sono legati alle radiotrasmissioni (ripetitori TV-telefonini) e alle microonde.

Gli effetti sulla salute dei campi elettromagnetici

inquinamento elettromagnetico 2Le conseguenze causate dall’esposizione a campi elettromagnetici sono oggetto di continui studi e ricerche. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha avviato un progetto internazionale per dare risposte alle crescenti preoccupazioni sorte circa gli effetti sull’uomo dei campi elettromagnetici. In linea generale, l’esposizione può provocare diversi danni all’organismo dovuti alla trasformazione dell’energia elettromagnetica in calore a causa dell’elevata presenza di acqua nell’organismo umano. I possibili effetti sulla salute sono considerati per ciascun intervallo di frequenza, anche se gli studi sono scarsi e poco rilevanti. Ad esempio, per i telefoni cellulari, non viene fatta alcuna seria informazione sulla possibile pericolosità dell’uso. Si è invece dimostrato valido lo studio sui campi magnetici a bassa frequenza, prodotti dagli elettrodomestici e dalle linee elettriche, valutati già nel 2007 come potenzialmente cancerogeni. Inoltre i nuovi studi epidemiologici rilevano che l´esposizione a campi magnetici derivati dalle linee elettriche porta un possibile incremento di leucemie infantili.

Come ridurre l’inquinamento elettromagnetico

È possibile richiedere all’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Lombardia) di eseguire misure del campo elettromagnetico generato da antenne di telefonia mobile, da antenne di trasmissione a servizio di radio e televisione o da elettrodotti in ambienti abitativi.

La riduzione dell’inquinamento elettromagnetico dipende anche molto dalle abitudini di ogni singolo individuo, che dovrebbe diminuire e razionalizzare i consumi anche attraverso piccoli accorgimenti, come ad esempio realizzando per la propria abitazione un “impianto elettrico biologico”. L’introduzione, infatti, di appropriate tecnologie, quali disgiuntori di rete, cavi schermati, impianti a stella, etc., e le ultime conoscenze in materia di inquinamento elettromagnetico proteggono l’uomo da inutili esposizioni elettromagnetiche. In linea con questo pensiero, la Bioarchitettura ha compreso per prima la pericolosità delle emissioni limitando a 0.2 uT il campo magnetico ed elettrico nelle abitazioni.

Effetti normativi

– Decreto legislativo 1 agosto 2003 “Codice delle comunicazioni elettroniche”;

– Decreto ministeriale 10 settembre 1998 n. 381: “Regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana”;

– Legge 22 febbraio 2001 n. 36 “Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici”;

– Legge Regionale 11 maggio 2001 n. 11 “Norme sulla protezione ambientale dall’esposizione a campi elettromagnetici indotti da impianti fissi per le telecomunicazioni e per la radiotelevisione”.

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