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Le religioni e le filosofie orientali pongono al proprio centro il concetto di unità delle cose, dove l’uomo, oltre ad essere parte dell’Universo, ne è direttamente compartecipe: un Universo dove tutto è essenziale, tutto è legato e unito da un’unica essenza coagulante. Per l’Induismo questa essenza è il Brahman, ossia l’unità cosmica da cui tutto procede; nel Taoismo esso prende il nome di Tao, mentre nel Buddismo è il Dharmakāya.
Al contrario, in tutte le scienze, l’uomo sente la necessità di classificare e distinguere gli oggetti. In occidente è addirittura sorta una netta separazione tra ragione e corpo, tra mente e spirito, allontanando tutta una serie di conoscenze possibili.
Le moderne interpretazioni della realtà dimostrano, tuttavia, quanto le leggi della fisica siano divenute talmente complesse da sfuggire ormai alla nostra capacità di comprensione. Nel mondo subatomico, ad esempio, le regole della fisica classica (per noi ancora intuibili) non sono più valide e lasciano posto a comportamenti apparentemente illogici delle particelle.
A tal proposito, una considerazione molto interessante, e al tempo stesso sconvolgente, nasce dal principio di indeterminazione di Heisenberg: ogni qual volta si effettua una misura su un sistema fisico quantistico, per esempio per determinare la posizione di una particella, si influisce sul comportamento di quest’ultima, modificandone la velocità.
L’osservatore, quindi, da mero spettatore passivo, assume un ruolo più attivo, di protagonista della scena.
Eppure, nonostante le sue apparenti stranezze, è nella meccanica quantistica che sembra risiedere la vera essenza di tutto ciò che vediamo:
un mondo in continuo movimento, sospinto da legami tra forze fondamentali e governato da leggi associabili ad intuizioni filosofico-religiose risalenti a più di 2000 anni.
In questo seminario, organizzato dall’Istituto di Psicosomatica Integrata di Gallarate, verranno affrontati alcuni di questi argomenti, senza pretesa di completezza, secondo la personale esperienza del relatore e della sua attività scientifica di ingegnere matematico.
Andrea Zoccarato e Gianpaolo Ragusa, psicologi e psicosomatologi, accompagneranno l’intervento offrendo i loro contributi in qualità di osservatori, nel campo della Psicosomatica Integrata, dei diversi fenomeni “non lineari” che l’esperienza della loro professione può riservare.