“Il corso di massaggio è stato un momento di aggregazione con le altre mamme che condividevano la mia stessa situazione, un’esperienza nuova e di contatto per stare con la piccola. Consiglio a tutte le neo mamme questo tipo di corso. Secondo me è utile per instaurare una relazione eslusiva e una sorta di benessere reciproco. Ricordo che Matilde dopo il massaggio era molto più rilassata e tranquilla.
Attualmente è il papà che dopo il bagnetto coccola la nostra piccola.”
Daiela&Luca Mamma&Papà di Matilde
“Cara mamma, scoprire di aspettare un figlio è la gioia più immensa che si possa provare. Sapere che sta bene e che stai facendo il possibile per lui, ti rende meravigliosamente felice. Impari che la cosa più importanre è stare insieme. Non sarà solo la quantità ma la qualità del tempo passato insieme, che farà la differenza.
Scegliere di voler conoscere tuo figlio, comporta del tempo e della fiducia. E tanto tanto amore, ma consapevole.
Il corso AIMI insegna questo e molto di più. Insegna che il contatto mamma e figlio è fondamentale e che dobbiamo imparare a rispettare i loro tempi e il loro carattere.
È stata significativa e meravigliosa come esperienza. Mi ha aiutato a capire cosa prova un bambino appena nato e le sue esigenze, mi ha permesso di conoscere senza timore il corpo di mia figlia e le sue unicità, la sua personalià.”
Stefania , mamma di Giuditta
“Un difficile inverno ormai agli sgoccioli, il tempo grigio e umore ancor di più. Un figlio piccolo, 4 mesi, a cui mi sembrava di dedicare sempre poco tempo e di scarsa qualità, anche a causa delle (sacrosante) attenzioni che richiedeva la sorellina maggiore.
In questo clima interiore, mi viene proposto di partecipare, insieme ad altre mamme, ad un corso AIMI. Da subito mi è sembrata un’ottima opportunità per dedicare a Raoul del tampo. Un momento tutto per noi, di coccole e relax. Così è stato!
Abbiamo partecipato a tutti gli incontri e ogni volta il mio piccolo si lasciava coinvolgere dal massaggio, mi sorrideva e si rilassava tanto da addormentarsi.
Per lui è stato sicuramente “terapeutico” avere la sua mammasolo per lui, e essere accarezzato, massaggiato in maniera dolce ma efficace.
Per me è stato gratificante riuscire ad interagire con lui in un modo diverso dal solito, riuscire a fargli capireche ero lì per lui, per ascoltarlo e assecondarlo.
Sono stati momenti di forte intessa, momenti in cui io ero tutta sua e lui tutto mio!”
Loredana, mamma di Raoul e Viola
“Una pensa di sapere di avere le mani. Pensa che le mani debbano fare, fare e disfare. Sempre di corsa.
Poi arriva il corso e ti si apre un mondo. Non sapevi davvero di avere due mani. E non avevi mai veramente sentito, con quelle mani. Non così, almeno. Al massaggio infantile scopri che il tuo bambino ha bisogno del tuo tocco, del tuo calore, dell’attenzione esclusiva. C’era calma, negli incontri che Lorenzo ed io abbiamo vissuto. Una calma buona, condivisa. E c’era il piacere di essere lì a fare esattamente quello che stavamo facendo.
Una pensa che a questi incontri ci si metta in terra belle comode e via di olio e massaggi spiegati per bene. Nossignore: c’è molto di più! Provare per credere. In questo percorso c’è umanità, c’è tenerezza, commozione. Si canta sottovoce, si stacca la spina e il mondo vuoto sta fuori. Si sta bene insieme. Con il proprio bambino e con le altre, mamme con i loro neonati che senza maschera si aprono al gruppo e raccontano di sé, delle fatiche e dei sorrisi dell’essere genitori. Si colgono spunti di riflessione nuovi, non banali e proposti con intelligenza. S’impara da dove arriva quel movimento così aggraziato della mano che stai facendo sulla pelle del tuo bambino e lo fa sorridere e tu pensi “ma guarda un po’ l’India cosa m’insegna!” Ci si scopre fragili e fortissimi, si ride e ci si emoziona. Poi si sclera anche, perché non è una pubblicità e la perfezione ci annoierebbe, dunque il bimbo bello della tua amica accanto si addormenta beato e il tuo invece si diverte a rubare l’olio dal piattino che hai lasciato alla sua portata e ti comunica con garbo londinese che a lui di farsi toccare il viso non va proprio… 😉
Il nano ed io abbiamo fatto un percorso che ci ha aiutato a conoscerci un po’ di più, a capire che abbiamo bisogno di stare insieme sentendoci e basta, guardandoci negli occhi e rispettando tutto di noi, tempi e volontà, per essere un tutt’uno ma sempre due, distinti ma legati, separati e uniti. Un percorso che non finisce lì con la fine degli incontri, ma che si prosegue poi quando e come si può nel quotidiano, perché l’insegnante ti ha dato le chiavi per aprire porte che ora sai che ci sono e vanno aperte… ne vale davvero la pena.
Tutto ciò è stato possibile grazie a una guida che ci ha accompagnati standoci vicino, mai davanti. Ho avuto sempre l’impressione, infatti, l’inseganante fosse accanto, mai oltre noi. Camminavamo spalla a spalla. Lei è di una dolcezza infinita e ci ha regalato domande, pensieri profondi, immagini che ci hanno mosso qualcosa lì dentro che non si può dire. Non ci ha dato soluzioni ma mostrato possibili vie. Ci ha fatto dono del suo sapere e della sua sensibilità, mostrandoci una fragilità inspiegabilmente intrecciata a una sicurezza che ci faceva sentire protette, nelle mani giuste. Non ricordo una parola di troppo, nemmeno una sbagliata. Un’insegnante che canta bene, sorride spesso, ascolta veramente, offre thè e biscotti, che sa quando è il momento di richiamare l’attenzione e quando di confortare una mamma in difficoltà: “ma sì, lascia, il bambino ti sta dicendo cosa vuole, non bisogna incaponirsi per finire il massaggio. Va bene così.” Ha la dote della grazia nelle mani ed è paziente anche con chi, come me, ogni tanto è imbranata e lenta nell’apprendere il movimento e a riproporre quel passaggio sulla pelle . Capace di empatia e di grande umanità.”
Emanuela, mamma di Lorenzo e Chiara

